martedì 19 agosto 2008

Penso che siano Giochi dopati

Lo svelerò usando un eufemismo, un abile gioco di parole del tipo "dico e non dico". Metafore, insomma. E cioè: non credo per niente a tutti i record che ho visto, e sono convinto che molti siano dopati.
Penso che nella piscina olimpica ci fosse davvero qualche trucco, e che i progettisti cinesi l'abbiano pensata per anni in modo da spingere i tempi degli atleti, già tecnicamente dopati da parte loro con quei costumi/salvagente, con quei body/paperetta. Alcuni colleghi hanno proposto: perché non ci andiamo di notte con un metro da carpentiere e la misuriamo? Magari è pure più corta.
Penso che finora siano venuti a galla troppo pochi atleti positivi all'antidoping: persino il presidente del Cio, Rogge, aveva previsto una quarantina di casi. A pochi giorni dalla chiusura siamo ampiamente sotto.
Penso che ai cinesi servano molto i "record di regime": un modo per dimostrare non con le ideologie, che variano nel mondo, ma con la misurazione del tempo, quella identica per tutti fino a prova contraria (ma su questo torneremo tra un attimo), che i loro Giochi sono i più grandi di sempre.
Penso, però, a proposito della famosa misurazione del tempo, che il centesimo di secondo (mai dimostrato dalle immagini subacquee, tenute segrete) con cui Phelps ha vinto i 100 farfalla evitando di perdere il recordone delle otto medaglie d'oro, un centesimo di secondo certificato dal "cronometro ufficiale" delle Olimpiadi che guarda caso è anche uno dei principali sponsor dell'americano, ecco, io penso che quel centesimo di secondo sia quantomeno sospetto.
Penso che i controlli antidoping vengano fatti come succedeva nel calcio ai primi tempi dell'ancora inabissata Calciopoli: cioè senza cercare un bel fico di niente.
Penso, temo, credo che i dottor Stranamore che lavorano da anni all'industria del doping abbiano trovato la benzina invisibile, la sostanza ancora introvabile (ammesso che qualcuno la cerchi) che fa volare i piccioni e i tacchini come se fossero aquile.
Penso che la cosa più difficile sia dover scrivere di cose alle quali non si crede minimamente, ma non succede solo alle Olimpiadi.
(Maurizio Crosetti, © "La Rebubblica -19 agosto 2008)

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