Scuola, famiglia, 194 le richieste del papa
«Vuoi sapere che cosa ha detto il papa a Berlusconi? Rileggiti il discorso di Benedetto alle Cei. Lì c’è tutto». Il consiglio del monsignore è piuttosto esplicito. D’altra parte lo stesso comunicato finale della sala stampa vaticana, pur essendo come al solito laconico, precisa in modo significativo che i temi riguardanti la situazione italiana e «il contributo della chiesa alla vita del paese» sono gli stessi sui quali Benedetto si era già soffermato nel suo intervento davanti ai vescovi italiani. In pratica, il papa avrebbe detto quanto segue. «Caro presidente, noi ci rallegriamo del clima di collaborazione e di rispetto tra le forse politiche italiane. Dopo tanti anni di litigi e di delegittimazioni reciproche, c’era bisogno di aria nuova. Ma il clima di per sé non basta per risolvere i problemi.Occorre passare ai fatti, e in tempi rapidi, perché quando un paese soffre la rapidità di intervento è una qualità della buona politica».A questo punto pare che Berlusconi abbia cercato subito di dire tutto ciò che il suo governo sta facendo, ma Gianni Letta, che è stato con il cardinale Bertone l’artefice di questa visita ed è rimasto nella biblioteca privata di Benedetto assieme al premier e al papa durante l’intero colloquio, ha fatto capire con un cenno che sua santità aveva ancora alcune cose da precisare.«Caro presidente, noi pensiamo che in Italia ci sia una vera e propria emergenza educativa, espressione che ho già usato a più riprese per indicare quello che secondo me è il problema dei problemi. Un’emergenza che tocca due entità, la scuola e la famiglia.Per la scuola noi chiediamo finanziamenti da destinare agli istituti non statali. Non ci piace parlare di scuole cattoliche. Tutti coloro che fanno istruzione offrono un servizio pubblico, che può essere di iniziativa statale o non statale. Il contributo dello stato non serve a garantire privilegi a noi, ma ad assicurare alle famiglie un’autentica possibilità di scelta e quindi una vera libertà di educazione.Se riuscissimo a raggiungere questo obiettivo, l’intero sistema dell’istruzione ne sarebbe favorito, perché dalla concorrenza leale fra sistemi educativi diversi c’è solo da guadagnare.E poi c’è l’altra emergenza, quella familiare, che lei sa quanto ci sta a cuore. Non è possibile che le giovani coppie non possano sposarsi e avere figli perché non hanno la casa, un lavoro stabile, uno stipendio soddisfacente.Ci vogliono sgravi fiscali per le famiglie, il quoziente familiare, ci vuole una politica della casa».Santità, è proprio quello che vogliamo fare e anzi stiamo già facendo, avrebbe detto il premier con un largo sorriso, ma ancora una volta Letta lo ha frenato. «Vede, caro presidente – ha proseguito il papa – quando parliamo di famiglia noi intendiamo quella fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. Lo voglio sottolineare. E voglio anche dire che una legge come la 194 andrebbe aggiustata. È arrivato il momento. Crediamo che le parti in cui si parla di tutela della maternità vadano valorizzate e che il concepito abbia diritto a una tutela, e questo nell’interesse della madre stessa perché l’aborto è sempre un dramma».A questo punto Berlusconi prima di intervenire ha sbirciato verso Letta e, ricevuto il via libera, ha dato al papa piena assicurazione circa l’impegno del suo governo su questi temi. Ma intanto il tempo era volato e Benedetto ha fatto gentilmente capire che era il momento di accogliere l’intera delegazione italiana per lo scambio dei doni e le fotografie di rito. Non senza però aver ringraziato Berlusconi per l’intervista alla Radio vaticana e all’Osservatore romano. «Ecco, questo è precisamente il concetto di laicità che ci piace.Una sana laicità che lascia spazio al ruolo pubblico della fede religiosa.Come negli Stati Uniti, quel grande paese in cui mi sono recato di recente».L’abbiamo seguita e ammirata per i suoi interventi, ha replicato Berlusconi. D’altra parte anche per noi la laicità… Ma Letta l’ha preso per un braccio. Tempo scaduto. Ora i doni..
(Didimo Chierico, Europa - sabato 7 giugno 2008)

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